Dal 1° gennaio 2026, il mondo dello svapo in Italia deve fare i conti con un nuovo e significativo aumento delle accise sui liquidi da inalazione. Come previsto dalla Legge di Bilancio e confermato dalle recenti determinazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), le aliquote fiscali hanno subito un ulteriore rialzo progressivo.
In questo articolo analizziamo i dati pubblicati da Sigmagazine per capire l’impatto reale sui portafogli dei consumatori e come cambiano i prezzi dei flaconi da 10ml e degli aromi scomposti.
Perché aumentano le tasse sullo svapo nel 2026?
L’aumento scattato a gennaio 2026 non è un evento isolato, ma fa parte di una strategia fiscale pluriennale che prevede rincari graduali fino al 2028. L’obiettivo del governo è allineare progressivamente la tassazione dei prodotti da inalazione senza combustione a quella dei tabacchi tradizionali.
Secondo le nuove direttive, l’imposta di consumo viene calcolata in base all’equivalenza con le sigarette tradizionali (1 ml di liquido equivale a circa 5,63 sigarette), ma con percentuali che quest’anno sono cresciute sensibilmente.
Le nuove aliquote ADM per il 2026
Il dato tecnico più importante riguarda il passaggio delle aliquote percentuali. Ecco come si è passati dal regime del 2025 a quello attuale:
- Liquidi con nicotina: L’aliquota passa dal 16% al 18% dell’accisa gravante sul quantitativo equivalente di sigarette.
- Liquidi senza nicotina: L’aliquota passa dall'11% al 13%.
Quanto costerà un flacone da 10ml?
Traducendo queste percentuali in cifre reali (considerando l'imposta di consumo più l'IVA al 22%), l'aggravio fiscale per ogni singolo flacone è evidente:
- Liquidi con Nicotina (10ml): L'imposta di consumo sale a 1,69552€ + IVA, portando il costo fisso di tassazione a 2,07€ per flacone.
- Liquidi senza Nicotina (10ml): L'imposta si attesta su circa 1,22454€ + IVA, per un totale di 1,49€ di sole tasse per flacone.
L’impatto sugli aromi scomposti e il fai-da-te
Il rincaro non colpisce solo i liquidi pronti. La normativa italiana include nell'imposta di consumo anche i prodotti "funzionali" alla ricarica. Questo significa che anche gli aromi scomposti (i classici formati 20ml in flacone da 60ml) e le basi neutre subiscono l'aumento in base alla loro composizione e al volume.
Chi è abituato a miscelare i propri liquidi in casa noterà un aumento proporzionale sulle "basette" di nicotina, che diventano sempre più il componente più costoso del mix.
Tabella Riassuntiva: Confronto Tasse 2025 vs 2026
| Prodotto (10ml) | Tassa 2025 (circa) | Tassa 2026 (circa) | Variazione |
| Con Nicotina | 1,80€ | 2,07€ | +0,27€ |
| Senza Nicotina | 1,23€ | 1,49€ | +0,26€ |
Nota: I prezzi includono l'imposta di consumo ADM e l'IVA al 22%.
Cosa aspettarsi per il futuro?
Il piano di aumenti non si ferma qui. Come riportato dai dati tecnici, la traiettoria è già tracciata per i prossimi due anni:
- Nel 2027, l'aliquota salirà al 20% per i liquidi con nicotina e al 15% per quelli senza.
- Nel 2028, si raggiungerà il picco del 22% (con nicotina) e del 17% (senza nicotina).
Questo significa che, entro il 2028, un flacone da 10ml con nicotina potrebbe arrivare ad avere una componente fiscale superiore ai 2,30€, rendendo lo svapo un'abitudine sempre più costosa, sebbene rimanga comunque un'alternativa meno onerosa (e meno dannosa) rispetto al fumo tradizionale.
Conclusione
L’aumento delle accise di gennaio 2026 rappresenta un duro colpo per il settore del vaping in Italia. Per i consumatori, il consiglio è quello di monitorare le offerte e valutare l'acquisto di formati più grandi dove possibile, pur ricordando che la tassazione ADM si applica rigorosamente su ogni millilitro di prodotto.

